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Dipartimento di Ingegneria Civile
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a cura di KATHY TOMA
Concetti di base:
Unione dell'uomo (umanesimo) e della città
Ambientazione: la "Città Ideale"

Veduta di città ideale (olio su tela, XV secolo) attribuita alla scuola di Piero della Francesca - Bode Museum, Berlino (associata alle altre due tavole prospettiche di città ideali conservate alla Galleria Nazionale di Urbino ed alla Walters Art Gallery di Baltimora)
Eccezionale connubio tra arte e scienza, i pannelli rinascimentali della "Città ideale" esprimono nella storia dell'arte e dell'architettura un momento privilegiato, del tutto innovativo : l'invenzione della prospettiva...
Evocare questo momento introduce una presenza mnemonica culturale di primo ordine - a mio parere, proprio l'idea di Ingegneria Civile.
Il logo: le lettere animate

A margine, irrompe il modernismo dell'identità visiva: le lettere: diciv, con la loro attualità.
Realizzate con un alfabeto umano (performance fotografica) evocano l'importanza dell'uomo, dell'umano e dell'umanesimo.
La relazione corpo umano / architettura s'ispira ad esempi illustri (Vitruvio, Leonardo, Alberti..."De re aedificatoria"), la tecnica della fotografia per captare l'immagine introduce la presenza di una tecnicità moderna.
Elementi biografici
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Kathy Toma vive e lavora a Parigi. Si è dedicata alla pittura sin da bambina. Laureata in Storia dell'Arte alla Sorbona e in Lettere all'Università di Strasburgo, ha studiato anche recitazione e musica al Conservatorio di Strasburgo. Dal 1972 ha fatto numerose mostre. Nel 1978, si nota una evoluzione verso l'utilizzazione del corpo (prime impronte), la realizzazione di installazioni, di performances e di opere plastiche in tecniche miste (pittura, collage, fotografia, video, film): un percorso fra mito e memoria. Dal 1977, presta la sua collaborazione al Centro Pompidou di Parigi, in quanto conferenziera. Opere in collezione private e pubbliche (Biblioteca Nazionale di Firenze). L'ultima sua opera è stata la realizzazione di un affresco monumentale costituito da sette pannelli per l'abside della Chiesa dell'Addolorata di Gesualdo (Avellino) come omaggio al grande madrigalista Carlo Gesualdo, Principe di Venosa (Venosa, 1566 – Gesualdo, 1613) . Il lavoro è stato concepito come un'opera di resurrezione spirituale e culturale sia per il luogo che per lo stesso Carlo Gesualdo |


