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Aree tematiche

 

Integrazione socio-sanitaria

a cura di Emiliana Mangone
Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione

emangone@unisa.it


L’integrazione socio-sanitaria e la sua gestione è disciplinata dal D.lgs 229/1999 e dalla legge n. 328/2000, nonché dagli atti di indirizzo successivi (D.P.C.M. del 14/02/2001 e del 29/11/2001).

Per integrazione si intende la capacità dei servizi di inserirsi nel progetto globale di aiuto a una persona e al suo nucleo familiare. È un aspetto operativo che rappresenta un ulteriore elemento di potenziamento della qualità delle risorse messe in campo attraverso sia l’adozione di protocolli d’intesa tra le diverse competenze istituzionali a vario titolo interessate (servizio socio-assistenziali, sanitari, ecc.), sia la condivisione di modelli operativi per un lavoro unitario e integrato sui singoli casi.

Nello specifico l’integrazione socio-sanitaria si fonda su  alcuni capisaldi:

  • Nasce da uno stretto rapporto tra prevenzione, cura e riabilitazione;
  • Privilegia la continuità assistenziale tra ospedale e territorio;
  • Valorizza i diversi centri di responsabilità;
  • Qualifica i rapporti tra soggetti pubblici e  privati;
  • Promuove la solidarietà e valorizza gli investimenti di salute nella comunità locale.

L’integrazione socio-sanitaria si caratterizza per livelli che sono stati individuati e definiti dal D.lgs 229/1999:

  1. l’integrazione istituzionale nasce dalla necessità di promuovere collaborazioni fra istituzioni diverse (aziende sanitarie, amministrazioni locali, ecc.) che si organizzano per conseguire comuni obiettivi di salute. Può avvalersi di un’ampia dotazione di strumenti giuridici quali le convenzioni e gli accordi di programma;
  2. l’integrazione gestionale si colloca a livello di struttura operativa: in modo unitario nel distretto e in modo specifico nei diversi servizi che lo compongono, individuando configurazioni organizzative e meccanismi di coordinamento atti a  garantire l’efficace svolgimento delle attività, dei processi e delle prestazioni;
  3. l’integrazione professionale è strettamente correlata all’adozione di profili aziendali e Linee guida finalizzate a orientare il lavoro interprofessionale nella produzione dei servizi sanitari: domiciliari, intermedi e residenziali.

Di questi tre livelli individuati, nel caso specifico del terzo (integrazione professionale) vengono ulteriormente declinate le condizioni necessarie per la sua attuazione:

  • la costituzione di unità valutative integrate (UVI);
  • la gestione unitaria della documentazione;
  • la valutazione dell’impatto economico delle decisioni;
  • la definizione delle responsabilità nel lavoro integrato;
  • la continuità terapeutica tra ospedale e distretto;
  • la collaborazione tra strutture residenziali e territoriali;
  • la predisposizione di percorsi assistenziali appropriati per tipologia d’intervento;
  • l’utilizzo di indici di complessità delle prestazioni integrate.

Con il D.P.C.M. del 14/02/2001 si individuano le caratteristiche che vanno a definire la natura delle prestazioni in:

Prestazioni sanitarie a rilevanza sociale

Sono da considerare prestazioni sanitarie a rilevanza sociale le prestazioni assistenziali che, erogate contestualmente ad adeguati interventi sociali, sono finalizzate alla promozione della salute, alla prevenzione, individuazione, rimozione e contenimento di esiti degenerativi o invalidanti di patologie congenite o acquisite, contribuendo, tenuto conto delle componenti ambientali, alla partecipazione alla vita sociale e alla espressione personale (art. 3, c.1). La competenza è delle AA.SS.LL. e il carico finanziario è attribuito alle stesse.

 

Prestazioni sociali a rilevanza sanitaria

Sono da considerare prestazioni sociali a rilevanza sanitaria tutte le attività del sistema sociale che hanno l’obiettivo di supportare la persona in stato di bisogno, con problemi di disabilità o di emarginazione condizionanti lo stato di salute (art. 3, c. 2). La competenza è in capo ai comuni ed è prevista la compartecipazione finanziaria dei beneficiari.

 

Prestazioni socio-sanitarie a elevata integrazione sanitaria

Sono le prestazioni caratterizzate da particolare rilevanza terapeutica e intensità della componente sanitaria. Tali prestazioni, in particolare, sono attribuite alla fase post-acuta e sono caratterizzate dalla inscindibilità del concorso di più apporti professionali sanitari e sociali nell’ambito del processo personalizzato di assistenza, dalla indivisibilità dell’impatto congiunto degli interventi sanitari e sociali sui risultati dell’assistenza e dalla preminenza dei fattori produttivi sanitari impegnati nell’assistenza” (art. 3, c. 3). Queste prestazioni rientrano nei livelli essenziali di assistenza (D.P.C.M. del 29/11/2001) e sono a carico del fondo sanitario nazionale. Esse attengono le seguenti aree: materno infantile, anziani, handicap, patologie psichiatriche, dipendenza da droga, alcool e farmaci, patologie per infezioni da HIV e patologie in fase terminale, inabilità o disabilità, conseguenti da patologie croniche degenerative.

 

 

Bibliografia minima di riferimento

D. Lgs 229 del 1991 - Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale (G.U. del 16 luglio 1999, n. 165 - Suppl. Ordinario n. 132).

D.P.C.M. del 14/02/2001  - Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie (G.U. 6 giugno 2002, n. 129).

D.P.C.M. del 29/11/2001 - Definizione dei livelli essenziali di assistenza (G.U. 8 febbraio 2002, n. 33).

Legge 328 dell’8 novembre 2000 - Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (G.U. 13 novembre 2000, n. 265 - Suppl. Ordinario n. 186).

Bissolo G., Fazzi L. (a cura di), Costruire l’integrazione sociosanitaria. Attori, strumenti, metodi, Carocci, Roma, 2007.