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Aree tematiche

 

La Progettazione
 

a cura di Sabato Aliberti
Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione 
saliberti@unisa.it


Tra le numerose definizioni di progetto che si trovano in letteratura, appare particolarmente incisiva quella elaborata da R.D. Archibald che definisce l’attività di progettazione come:

un'impresa complessa, unica e di durata determinata rivolta ad raggiungimento di un obiettivo chiaro e predefinito mediante un processo continuo di pianificazione e controllo di risorse differenziate e con vincoli interdipendenti di costi-tempi- qualità (R.D. Archibald,1989).

Essa è un insieme di azioni attraverso le quali si intende raggiungere una situazione di destinazione modificata e migliore rispetto alla situazione di origine o di partenza, attraverso un budget limitato e un intervallo di tempo definito. Dal punto di vista di chi progetta, formulare un progetto significa scegliere, ipotizzare rispetto al proprio pensiero e a se stessi, mettendo in collegamento una realtà del sé percepita oggi con una proiezione futura, tenendo conto di una dimensione passata.

 Il termine progettazione, dunque, si riferisce ad un processo cognitivo e ad un’attività che si esprime in modi diversi e presente in molteplici ambiti (si progetta nelle associazioni, nelle industrie, nelle scuole, nei servizi sociosanitari, nei sindacati, ecc.). La motivazione di fondo di un progetto consiste nella volontà di generare un cambiamento utile per la “collettività” impiegando “al meglio” le risorse e mettendo in pratica strategie di tipo “concertativo”.

In letteratura vengono individuati   tre diversi approcci alla progettazione: “sinottico-razionale”, “concertativo o partecipato”, “euristico”, le cui differenze sono rappresentate nel grafico che segue:

 

 Differenze tra i diversi approcci alla progettazione

Approccio

Caratteristiche

Sinottico-razionale

  • il progetto viene pensato ed elaborato “a tavolino” con l’ausilio di ricercatori, progettisti
  • il progetto è un “prodotto chiuso” con tappe definite, attori individuati e obiettivi prefissati
  • il progetto è costruito attraverso un procedimento lineare, razionale, consequenziale

Concertativo/partecipativo

  • il progetto è frutto di una concertazione, in cui, a partire da un’idea, si avvia un percorso partecipato da parte di tutti i soggetti interessati;
  •  il progetto è frutto di negoziazioni, dibattiti, confronti con gli interessati;
  • la responsabilità del progetto è condivisa tra tutti i soggetti interessati;

Euristico

  • il progetto è un processo in cui gli obiettivi sono individuati in corso d’opera dagli stakeholder;
  • il progetto non viene dato “a priori”, ma si parte da una ricerca comune non precostituita

 

(Tratto da C. Cimini, E. Lombardi, G. Marcon, G. Naletto, Lavorare nel terzo settore, Carocci, Roma, 2005)

 

Perché si progetta?

In genere, oltre che per richiedere finanziamento e/o come guida all’azione, si progetta per:

  • Evitare il rischio di episodicità, frammentarietà di un determinato intervento;
    • Ricercare le possibilità di efficacia dell’azione;
    • Orientare la realizzazione dell’intervento;
    • Poter effettuare un’adeguata valutazione;

Il lavoro per progetti nasce dall'esigenza di sapere quali obiettivi si intende raggiungere, in quanto tempo, con quali mezzi e costi, mettendo in gioco quali responsabilità.

 

La struttura del ciclo del progetto è costituita da sei fasi fondamentali:

  • PROGRAMMAZIONE. E’ il punto di partenza del ciclo di progetto. In termini operativi vengono stabiliti procedura e principi metodologici finalizzati al cambiamento della situazione esistente. Identifica i principali obiettivi e le priorità settoriali dell’attività.
  • IDENTIFICAZIONE. In questa fase viene approfondita la conoscenza dei possibili partner locali, dei bisogni e delle possibili strategie, individuando le opportunità di collaborazione con soggetti pubblici e privati e di attivazione di partenariati territoriali.
  • FORMULAZIONE. La strategia selezionata nella fase precedente è sottoposta ad uno studio approfondito per elaborare il piano di lavoro (Studio di Fattibilità) in termini di tempi, risorse ed azioni necessarie. (cosa, chi fa cosa, come, in quanto tempo, con quali risorse etcc.)
  • FINANZIAMENTO. La proposta progettuale così formulata dev’essere trasformata in un progetto che risponda ai criteri definiti dall’istituzione finanziatrice.
  • REALIZZAZIONE. E’ la concreta esecuzione delle fasi progettuali. le attività previste nel documento progettuale vengono realizzate dall’ente esecutore.
  • VALUTAZIONE. Si procede alla valutazione dell’esito e dell’impatto (a breve e a lungo termine) delle attività realizzate e la comparazione con i risultati attesi. Gli strumenti valutativi andranno utilizzati durante tutte le fasi del progetto così da monitorare ed eventualmente attuare aggiustamenti migliorativi.

La logica sottostante la formulazione di un progetto è quella di tenere sotto controllo i diversi fattori in gioco, garantire riproducibilità ai risultati, scomporre i processi in multipli (le azioni) e sottomultipli (le attività). Un progetto, infatti, è composto da diverse parti:

  • Definizione e analisi del problema
  • Identificazione degli obiettivi
  • Beneficiari dell’intervento
  • Attività che verranno svolte
  • Valutazione
  • Mezzi e risorse

 

A partire dagli anni ’90 e in rapporto all’emanazione di una serie di leggi di settore, quali quelle sulle tossicodipendenze e prevenzione del disagio minorile (309/90), la legge 285/97 relativa agli interventi in favore dell’infanzia e l’adolescenza e, sulla scia delle metodologie di quest’ultima, l’approvazione della legge quadro 328/2000. Inoltre, la legge n. 64 del 6 marzo 2000 sul servizio civile, i diversi programmi dell’Unione europea e la conseguente possibilità di acquisizione di finanziamenti, hanno contribuito ad una crescente espansione dell’attività di progettazione sociale nel nostro Paese con un conseguente aumento anche del numero di organizzazioni pubbliche, private e del privato sociale. Questa legge ha prodotto un progressivo investimento nella professionalizzazione delle figure impiegate, nella progettazione e nella gestione dei progetti, non solo in ambito sociale, anche se non di rado ha prodotto fenomeni distorsivi nell’utilizzo stesso dello strumento progettuale. L’intento di questa sezione è di fornire agli studenti strumenti utili per una reale lettura dei bisogni del territorio, nonché una serie di metodi e strumenti operativi che consentano di poter tradurre un’idea in una possibilità concreta di cambiamento, in un’ottica di coinvolgimento e di partecipazione ben diversa dai modelli “produttivistici” che troppo spesso le organizzazioni  sociali utilizzano.

 

Letture consigliate

AA.VV. La progettazione partecipata in Prospettive Sociali e Sanitarie n. 4/2003;

Inserra P. - Petrungaro C.La costruzione dei piani sociali di zona in Animazione sociale n. 1/2004;

Belloni M. C. - Davico L. - Mela A. Sociologia e progettazione del territorio, Carocci Roma 2006;

C. Cimini, E. Lombardi, G. Marcon, G. Naletto, Lavorare nel terzo settore, Carocci, 2005, Roma;

Donolo C.(a cura di) Manuale operativo per l’integrazione delle politiche sociali locali, Eutropia onlus Roma 2004;

European Commission – EuropeAid Cooperation office, Project Cycle Management Guidelines, Bruxelles 2004;

De Vivo P., Pratiche di concertazione e sviluppo locale, Franco Angeli Milano 2004;

R.D. Archibald, Project Management - La gestione di progetti e programmi complessi - Franco Angeli, 1989 Milano;

F. Bussi, Progettare in partenariato. Guida alla conduzione di gruppi di lavoro con il metodo GOPP, Franco Angeli, Milano 2001;

Liliana Leone – Miretta Prezza, Costruire e valutare i progetti nel sociale, Franco Angeli, Milano 2003;

M. Rossi, I progetti di sviluppo. Metodologie ed esperienze di progettazione partecipativa per obiettivi, Franco Angeli, Milano 2004;

 R. Siza, Progettare nel sociale. Regole, metodi e strumenti per una progettazione sostenibileFranco Angeli, Milano, 2013;

Ingrosso M. La promozione del benessere sociale. Progetti e politiche nelle comunità locali, Franco Angeli Milano 2006.