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Aree tematiche

 

Valutazione
 

a cura di Sabato Aliberti
Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione 
saliberti@unisa.it


L’attività di valutazione secondo N. Stame consiste nell’analizzare se un'azione intrapresa per uno scopo corrispondente ad un interesse collettivo abbia ottenuto gli effetti desiderati o altri, ed esprimere un giudizio sullo scostamento che normalmente si verifica, per proporre eventuali modifiche che tengano conto delle potenzialità manifestatesi …. Si valuta per sapere non solo se un'azione è stata conforme ad un programma esistente, ma anche se il programma è buono (N. Stame).

 

La valutazione è una vera e propria attività di ricerca sociale realizzata nell’ambito di un processo decisionale e prende avvio da alcune domande sui problemi e sugli oggetti da considerare; realizza l’esigenza di focalizzare il grado di congruenza e coerenza tra ciò che viene programmato e la domanda da soddisfare, tra ciò che si è realizzato e gli obiettivi posti in origine, tra come andava costruito e realizzato l’intervento e i processi realmente avvenuti, tra i costi sostenuti e risultati conseguiti. È un processo che mira ad evidenziare, confermare, correggere o abbandonare le strade scelte ed intraprese dalla molteplicità di decision makers (Enti pubblici e non, organizzazioni e gruppi professionali) che attuano politiche, programmi, progetti e azioni finalizzate al benessere collettivo.

 

 La valutazione si pone dei “perché?”, cerca delle ragioni agli errori e ai successi, e sostanzialmente guarda a tutto un processo organizzativo, ai risultati concretamente conseguiti, alla risposta che tali risultati forniscono ai bisogni sociali che si intendeva, originariamente, risolvere» (Bezzi, 2008, p.5).

 

Tradizionalmente vengono distinti tre momenti di valutazione:

  1. Valutazione ex ante (studiare, ricercare, conoscere, apprendere e decidere): E’ finalizzata a conoscere il contesto di riferimento, costruire ipotesi e scenari possibili contribuendo a definire il mandato, selezionando fra alternative differenti. Oggetto di analisi di questo tipo di valutazione sono: l’individuazione dei fattori rilevanti del contesto, delle risorse disponibili, se e quali sono le eventuali condizioni di fattibilità e di sostenibilità di un intervento. Attraverso l’attività di ricerca sociale, partecipa all’esplorazione dei bisogni e delle risorse, nell’identificare le condizioni e gli aspetti chiave, i punti di forza e di debolezza, i problemi e prospettive operative. La valutazione preventiva contribuisce alla conoscenza e all’apprendimento degli aspetti rilevanti di un programma/intervento. Essa aiuta nelle scelte operative e sostiene le decisioni, in quanto individua le priorità di intervento, gli obiettivi generali da raggiungere e le modalità di azione e di finanziamento.
  2. Valutazione intermedia (organizzazione e riorganizzazione, monitoraggio, coinvolgimento): si realizza mentre il programma/intervento è ancora in corso. Viene effettuata periodicamente o nelle fasi, appunto, intermedie. Essa verifica l’andamento delle attività e la rispondenza di quanto si sta realizzando rispetto agli obiettivi prefissati. Analizza i processi, le attività, le relazioni e gli obiettivi intermedi allo scopo di fare il punto della situazione e, se necessario, ri-orientare le attività e/o gli indirizzi politici ed eventualmente riassegnare le risorse. La valutazione intermedia intervenire per calibrare e riformulare assetti tecnici e operativi identificando differenti modalità di intervento; monitorizza e verifica il rispetto di impegni, accordi, standard generali di riferimento, criteri di scelta e di azione; contribuisce a coinvolgere, riconoscere, attivare e legittimare gli attori, le loro responsabilità e il loro lavoro nonché costruire relazioni ed alleanze;
  3.  Valutazione ex post: Si effettua alla fine del programma/intervento, a posteriori. Rileva quanto e come è stato realizzato e qual è stato l’impatto sui diversi portatori di interesse. Verifica se sono stati raggiunti gli obiettivi, la coerenza nella gestione del processo, quali sono stati i risultati conseguiti in determinati interventi/servizi e se vi sono stati eventuali esiti inattesi. Contribuisce a rendere conto delle attività attraverso la condivisione delle informazioni e dei risultati ottenuti, estendendo il confronto e le opportunità di coesione tra gli attori coinvolti, e permette la definizione di quadri interpretativi in cui collocare le azioni e l’operatività. I risultati della valutazione ex post, inoltre, aiutano a promuovere eventuali possibilità di cambiamento, sperimentando nuove forme di programmazione e di gestione.

 

Fino a qualche decennio fa, cultura, procedure e metodi di valutazione hanno avuto scarsa diffusione all’interno delle attività di pianificazione, programmazione e progettazione delle politiche di welfare finalizzate all’offerta di servizi alla persona. La crescente domanda di servizi in tal senso, la spinta all’ottimizzazione delle già scarse risorse destinate alle politiche locali di welfare. nonché l’insufficiente capacità del sistema pubblico di far fronte a tali richieste, ha comportato necessariamente la ricerca di soluzioni sempre più orientate al recupero dell’efficienza e al coinvolgimento di soggetti del privato sociale nella produzione dei servizi alla persona (outsourcing) e, nel contempo, alla salvaguardia della qualità dei servizi offerti. L’esigenza di monitorare in maniera costante gli interventi, perseguendo il miglioramento continuo dei servizi a più livelli, oltre che configurarsi come un’attività di controllo sull’efficacia delle politiche e sulla correttezza dei processi, ha contribuito, negli ultimi anni, a una maggiore e crescente attenzione verso attività di valutazione finalizzate alla diffusione dei livelli di efficienza ed efficacia, ai quali operano i diversi soggetti pubblici o privati.

L’attività di valutazione assume rilevanza solo se vi è il concreto apporto dei diversi soggetti del contesto coinvolti nell’attività programmazione, progettazione e realizzazione degli interventi che, attraverso differenti punti di vista, collaborano ad un processo di miglioramento degli stessi interventi. In tal senso, la valutazione è un fine per migliorare la comprensione da parte dei decisori e garantire servizi realmente rispondenti ai bisogni dei cittadini.

 

 

 

Letture consigliate

BENEDETTI L. (1997), Valutazione e riforma dei servizi sociali, Franco Angeli, Milano.

BERTIN G. (2007), Governance e valutazione della qualità nei servizi socio-sanitari, Franco Angeli, Milano.

BEZZI C. (2013), Cos'è la valutazione. Un'introduzione ai concetti, le parole chiave e i problemi metodologici, Franco Angeli, Milano;

BEZZI C. (2010), Il nuovo disegno della ricerca valutativa, Franco Angeli, Milano

CIMAGELLI F. (2003), Valutazione e ricerca sociale, Franco Angeli, Milano.

DE AMBROGIO U. (2003), Valutare gli interventi e le politiche sociali, Carocci Editore, Roma.

MARTINI A. e SISTI M. (2009), Valutare il successo delle politiche pubbliche, Il Mulino, Bologna.

MASONI V. (1997), Monitoraggio e valutazione dei progetti nelle organizzazioni pubbliche e private, Franco Angeli, Milano.

STAME N. (2007), Classici della valutazione, Franco Angeli, Milano.

STAME N. (1998), l’esperienza della valutazione, Seam –Collana Studi Sociali,

PALUMBO. M.(2001) Il processo di valutazione. Decidere, programmare, valutare, Franco Angeli, Milano;

VERGANI A. (a cura di), Prove di valutazione. Libro bianco sulla valutazione in Italia, Franco Angeli, Milano, 2013