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La critica - Recensioni spettacoli

Casanova e la sua figlia salernitana

Casanova è tornato a Salerno dopo 230 anni da quel soggiorno nella città campana in cui aveva ritrovato un'ipotesi di famiglia libertina o aperta, costituita dalla figlia Leonilda con la madre Lucrezia, uno degli amori più importanti della sua vita di seduttore. Gius Gargiulo dell'Università Paris X - Nanterre ha ideato, scritto e recentemente diretto Casanova e la sua figlia salernitana, una sorta di conferenza, talk show teatrale e multimediale che ha visto la sua prima rappresentazione proprio a Salerno, lo scorso sabato 21 aprile.
Location del divertissement letterario, sono stati i saloni settecenteschi del Casino Sociale di Salerno che hanno offerto un fondale perfettamente in tema con l'argomento della pièce. La Sala Rossa del circolo, altrimenti detta Sala delle Feste, illuminata da candelabri d'epoca che creavano suggestive ombre sui preziosi tessuti di San Leucio dei tendaggi e degli arredi, nonché sui decolleté delle elegantissime signore intervenute, è stata il palcoscenico di questo riuscitissimo esperimento. Gius Gargiulo ha abilmente unito l'informazione di una conferenza con la parola del teatro, utilizzando i tempi e le modalità della televisione. Template di questa nuova esperienza, il format del talkshow televisivo italiano per antonomasia: Porta a Porta, con tanto di presentatrice, la brava Nunzia Schiavone (sicuramente più seducente del giornalista Bruno Vespa!) e con "illustri ospiti settecenteschi", usciti dall'autobiografia di Casanova che si sono avvicendati sui divani per narrare l'incontro a Salerno di Giacomo Casanova con la figlia, una giovane donna maritata ad un nobile del luogo. Il gentiluomo veneziano, interpretato con una verve e una leggerezza "autenticamente casanoviane", da Marino Cogliani, in quest'occasione ha rivissuto la straordinaria avventura di invaghirsi nuovamente, dell'avvenente Leonilda (la rivelazione Rosa Schiavone), che in un precedente soggiorno a Napoli era pronto a sposare, per poi apprendere dalla sua amata Lucrezia (Piera Lerose) che la disinvolta e colta libertina che voleva sposare, era nientedimeno che sua figlia, nata da una sua relazione con la stessa Lucrezia. I personaggi della pièce - il vecchio marchese salernitano, massone e libertino (Gianpiero Lorica) marito della giovane, la nobile Alberta (Paola Gigliello), nipote del marchese, la bella Leonilda accompagnata dalla sua dama di compagnia Anastasia (Olimpia Sales) Lucrezia Castelli, madre di Leonilda e lo stesso Giacomo sedicente Cavaliere di Seingalt - raccontano a turno la storia dal loro punto di vista, intervallando la recitazione con momenti corali di canto e di danze che hanno sottolineato il carattere contemporaneo che si è voluto dare al lavoro. Il pubblico ha mostrato di apprezzare il taglio moderno dello spettacolo che ha presentato ambientazione, abiti e dialoghi in perfetto stile settecentesco, contrapposti ad incursioni nel nostro tempo attraverso adattamenti in chiave blues di successi pop e video pubblicitari ideati dal gruppo di creativi multimediali, guidato da Gianluca Durante, ambientati nel Settecento, mandati in onda su uno schermo montato in sala.

Gius Gargiulo, autore di libri e azioni teatrali sull'opera di Casanova, chiamato in causa dalla conduttrice in vari momenti dello spettacolo, ha illustrato agli spettatori i costumi e il pensiero dell'epoca con riferimenti al concetto di seduzione attraverso un dotto paragone tra la figura di Giacomo Casanova e quella del Don Giovanni. Il vero eroe dei nostri tempi è Casanova, roccocò leggero e amico delle donne, rispetto alla tragica ossessione del dominio di Don Giovanni. Il successo del personaggio storico di Casanova, rispetto al mito del Don Giovanni, è dovuto a questa considerazione: "È perché non esiste la donna ideale né l'amore ideale che diventa necessario sedurre". Su questa convinzione, forse pessimistica e azzardata, ma comunque difendibile, Giacomo Casanova ha fondato una scelta di vita e ha creato nello stesso tempo un mito letterario e un modello, o un punto di riferimento sentimentale, unica maniera di amare senza inganni, anzi alla ricerca di una complicità intellettuale prima ancora che fisica con la partner, senza la voglia di dominarla e senza la paura di essere a sua volta sedotto e dominato.

Dalla pièce è stato realizzato un mediometraggio da parte dello staff tecnico che ha collaborato alla messa in scena dello spettacolo.
L'equipe è composta da: Carlo Amaturo e Francesco Caliulo (cameraman, editing), Roberto Frana e Giuseppe Casilli (cameraman), Ilaria Ingrosso (assistente), Diego Viviano e Carmine Renzulli (luci). La regia è di Gianluca Durante.
Ha inoltre partecipato Adam Hill nel ruolo del "navigatore" in uno dei video pubblicitari che hanno avuto per protagonisti Francesco Caliulo, Diego Viviano e Carlo Amaturo.

Caterina Freda

 

Scheda dello spettacolo

Personaggi in ordine di apparizione:
La conduttrice: Nunzia Schiavone
Il marchese salernitano: Giampiero Lorica
La marchesina Alberta: Paola Gigliello
Anastasia (dama di compagnia di Leonilda): Olimpia Sales
Leonilda (figlia di Casanova): Rosa Schiavone
Giacomo Casanova: Marino Cogliani
Lucrezia (madre di Leonilda): Piera Lerose

Autore e regia: Gius Gargiulo
Curatrice d'immagine e fotografa di scena: Pinella Palmisano
Al pianoforte: Giuseppina Gallozzi
Organizzazione e coordinamento a cura di Caterina Freda

Sede: Salerno, Casino Sociale (21 Aprile 2007)