Lettera pubblicata il 4 marzo 2010 da:
Il Mattino - ed. nazionale pag. 17
Il Corriere del Mezzogiorno - pag. 1
Gentile Direttore,
la Sua attenzione al seminario "Il potere dei media: il caso Corona", organizzato dall'Università di Salerno, conforta sull'esistenza di un tessuto civile e morale serio nel nostro Paese.
Ho necessità, tuttavia, di precisarLe alcuni aspetti:
- Fabrizio Corona non è stato invitato a tenere né ha tenuto alcuna lezione all'Università degli Studi di Salerno;
- il dipartimento di Diritto dei rapporti civili ed economici nei sistemi giuridici contemporanei e il laboratorio In.Di.Co. (informazione, diritto e comunicazione) hanno organizzato un seminario dal titolo: "Il potere dei media: il caso Corona";
- nel corso dell'incontro è stato discusso il rapporto tra giornalismo e privacy, del quale il "Caso Corona" è certamente emblematico, in questo momento e nel nostro Paese;
- al seminario sono stati invitati, ed hanno partecipato, due giornalisti di rilievo nazionale, Gigi Moncalvo e Peter Gomez, due docenti di Sistemi giuridici comparati, Elvira Autorino e Salvatore Sica, l'avvocato del Foro di Milano Giuseppe Lucibello, difensore di Fabrizio Corona, e Fabrizio Corona;
- Fabrizio Corona ha partecipato al dibattito, ha espresso il suo punto di vista, tra l'altro, non senza acceso e chiaro contraddittorio.
Tanto premesso, sento la necessità di ribadire che l'Università ha il dovere di raccordare le sue attività di didattica e di ricerca con la realtà, di studiare i fenomeni del mondo reale, affermando il proprio carattere laico, pluralistico e indipendente, e garantendo al suo interno la libertà di manifestazione del pensiero.
Non sarà superfluo ricordare anche che l'Università, in attuazione del principio della libertà di ricerca, garantisce ai singoli professori e ricercatori l'autonomia individuale nella scelta dei temi e dei metodi.
In tal senso desidero sottolineare che l'Università ha il dovere di occuparsi di casi come il "Caso Corona"- peggio sarebbe ignorare o far finta di non vedere- e ha il dovere di far esprimere a Fabrizio Corona, se lo richiede, il proprio pensiero. Tutto ciò, con la consapevolezza che le leggi di funzionamento del sistema dei media del nostro Paese avrebbero potuto- come hanno fatto- promuovere una lettura semplicistica della manifestazione, traslando il nostro tentativo di analisi e comprensione della realtà nella ricerca del sensazionale a tutti i costi.
Mi preme rassicurarLa sul forte senso istituzionale della nostra comunità accademica, che scrive pagine di impegno scientifico e di crescita strutturale e culturale.
Proprio ieri, il nostro Ateneo ha sottoscritto un accordo di collaborazione con il Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia On-Line per sviluppare strumenti e metodologie nel campo del "digital forensic" a supporto delle investigazioni on-line per il contrasto alla pedopornografia.
L'iniziativa è stata presieduta dal direttore centrale per la polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della Polizia di Stato, alla presenza e di alti rappresentanti della magistratura e delle forze dell'ordine e di numerosi docenti e studenti.
Purtroppo, però, bisogna rilevare con rammarico, senza le regie mobili dei network televisivi, senza antenne paraboliche, senza i titoli dei giornali.
Cordialmente
Raimondo Pasquino
Data pubblicazione news: 4 marzo 2010
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