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PERCORSI DI ANALISI: invito all’ascolto tra suoni, parole, rumori, visioni (programma completo)

data: 30-05-2008

Associazione Seventh Degree
PERCORSI DI ANALISI - II EDIZIONE
invito all’ascolto tra suoni, parole, rumori, visioni
a cura di Francesco Aliberti e Alfonso Amendola

Gli Incontri d’Ateneo duemilaotto, giunti al secondo anno di attività, ripropongono anche quest’anno i Percorsi di analisi. Il ciclo di appuntamenti, curati da Francesco Aliberti ed Alfonso Amendola, si terranno alle ore 20.00 nei mesi di aprile e maggio nella sala Molinari presso il Convento dei Cappuccini (Chiesa di San Francesco). Oltre i concerti, i Percorsi di analisi, rappresentano un altro segmento importante degli Incontri d’Ateneo duemilaotto, la cui direzione artistica è affidata ad Antonello Mercurio. Le attività dell’associazione Seventh Degree dell’Università degli Studi di Salerno entrano dunque nel vivo di una programmazione che anche quest’anno spazia fra i concerti, gli stage e i momenti di approfondimento e di riflessione.

Programma

4 aprile
Pasquale Napolitano: Il peso del suono: Edgard Varese e la concretezza del suono moderno.
Modera: Alfonso Amendola
Il contesto temporale da cui prende le mosse questa serie di riflessioni è quello degli anni al centro del secolo, caratterizzato dai nuovi processi di ricerca musicale in campo tecnologico che videro la luce all’interno degli studi di fonologia nelle principali stazioni radiofoniche europee (Parigi, Colonia e Milano innanzitutto) ad opera di una nuova classe di musicisti-ricercatori che si rende protagonista delle vicende dell’avanguardia musicale del dopoguerra, dalla cui esperienza compositiva e di riflessione teorica nascerà di li a breve la musica elettroacustica (...) Varèse ricercava la discontinuità, l’interruzione netta dalla consuetudine musicale, che anche nella sperimentazione doveva portare al centro la materia acustica, liberarla da vincoli meccanici ed estetici, mentre l’organizzazione formale doveva mirare ad un’idea spaziale in cui proiettare l’ascolto, in relazione a un’epoca in cui la scienza e l’arte parlano di accelerazione e di disequilibrio della materia, di dimensioni percettive altre (picnolessia). Nel cercare di comprendere il suo lavoro non possiamo sottovalutare la sua formazione scientifica, dato che essa influenza il linguaggio musicale in termini che mai erano accaduti prima nella musica, collocandosi, questo linguaggio, al centro di un rapporto musica-scienza-tecnologia che, lungo l’arco del secolo, costituisce una problematica costante di sperimentazione musicale.


11 aprile
Alfonso Amendola: Questioni di colonna: appunti tra cinema e musica.
Modera: Mario Tirino
Una prima ed introduttiva analisi verso gli elementi della musica all’interno del linguaggio cinematografico. Attraverso la narrazione per immagini ed attraverso una serie di esempi audiovisivi (da Walt Disney a Hitchcock, da Fellini e Petri, senza dimenticare Kubrick, Pasolini, De Palma e Tarantino) l’incontro vuole sottolineare gli elementi principali del dialogo tra cinema e musica.


18 aprile
Francesco Colucci: Dai “cento fiori” alle webradio.

Modera: Alessandro Livrieri
Nel 1976 una sentenza della Corte Costituzionale infrange il monopolio della Rai sulla radiodiffusione. Nel giro di due anni il numero delle radio libere passa da 150 a circa 2800: nel bene e nel male un’espressione di un fermento culturale, sociale e politico. Oggi in Italia si incrementa il fenomeno delle webradio, le radio che trasmettono tramite la rete internet. Un nuovo slancio di libertà e pluralismo, una rinnovata ansia di diversità. “La musica al tempo delle radio libere”.


25 aprile
Luca Giordano: Franz Carella e la cultura musicale a Salerno nel primo Novecento

Modera: Francesco Aliberti
Un incontro che nasce dal proposito di rinvigorire la memoria storica della città di Salerno attraverso il ricordo di una figura musicale emblematica. La missione artistica di Franz Carella, personalità libera delle costrizioni ideologiche di una cattiva tradizione accademica, è stata quella di promuovere ed elevare il sentimento artistico della nostra città attraverso una solerte attività di didatta e concertista, all’insegna di una fiducia incontaminata nell’arte e nella ricerca.

7 maggio
Stefano Perna: Detriti del digitale. Il glitch sound di fine millennio.

Modera: Pasquale Napolitano
Un percorso sulle derive e sulle aperture più radicali (e più significative) della musica elettronica sul finire del millennio scorso (in linea di massima tra il 1993 e il 2000). Il termine “glitch”, anche se un po' controverso e abusato, permette di racchiudere in un percorso più o meno unitario i passaggi centrali della musica elettronica di ricerca legata alla diffusione su larga scala dei laptop (infatti altro termine usato spesso per indicare la stessa costellazione di musicisti è “laptop music”) e che ha determinato un punto di non ritorno nello sviluppo della creazione musicale. Dopo l'esaurirsi di questa ondata infatti, nei primi anni del terzo millennio, tutto (anche il massiccio ritorno a sonorità “acustiche” che oggi imperversa) ha dovuto fare i conti con la radicale “artificializzazione” del suono (e dell'ascolto) introdotta ed esplorata in ogni sua forma dai musicisti glitch. Giusto per fare qualche nome: Bernhard Gunter, certi Coil (tipo Worship the Glitch del 1995), i lavori inclusi nel tributo della Milleplateaux a Deleuze, Oval, Carsten Nicolai (Alva Noto), l’immancabile Christian Fennesz, Pan Sonic, Ryoji Ikeda, Matmos.



14 maggio
Giancarlo Turaccio: La sovversione dell’ascolto. Influenza delle ”musiche elettroniche” nel panorama musicale contemporaneo.

Modera: Pasquale Napolitano
La diffusione degli strumenti elettronici e dei mezzi di riproduzione meccanica del suono ha profondamente trasformato il paesaggio sonoro in cui viviamo e di conseguenza ha radicalmente modificato le nostre attitudini percettive all’ascolto. Un tempo la condizione dell’ascolto era inseparabilmente legata all’eccezionalità del suo accadimento. Oggi il continuum sonoro in cui quotidianamente ci immergiamo ha trasformato l’ascolto da attività consapevole a mero sottofondo sonoro da vivere a margine di altre attività. In questa prospettiva esso acquisisce una nuova rilevanza psicologica: è infatti divenuto così indispensabile da far assumere al silenzio un’insolita valenza decisamente… musicale.



21 maggio
Emilio D’Agostino: Tessuto narrativo del tango: da Esiodo e Poe a Gardel e Discepolo.

Modera: Alfonso Amendola
Bellezza e sensualità si fondono nelle melodie del tango. E accanto alla struggente pienezza della musica e del suono (il tutto perfettamente legato alla densità dei corpi che quella musica e quel suono lo interpretano nella danza) troviamo un tessuto narrativo d’altrettanta ricchezza e potenza espressiva. L’invito all’ascolto è una ricostruzione delle radici (tematiche ed espressive) del tango e che trova echi fondanti nella grande letteratura.

23 maggio
Daniela Carinci: I ritmi dell’immagine. Gestualità e temporalità in Aby Warburg

Modera: Bianca Maria D’Ippolito
Nel panorama della storiografia artistica a cavallo fra Ottocento e Novecento, uno dei contributi più originali e fecondi alla “questione” dell’immagine proviene dalla figura affascinante ed enigmatica di Aby Warburg. In Warburg, l’intreccio di settori e metodi disciplinari diversi connota la peculiarità di una riflessione sull’immagine non limitata all’ambito propriamente “estetico”. Si profila piuttosto la possibilità di pensare l’immagine nella sua complessa “vitalità”, nella sua valenza etica ed antropologica, nella sua inesauribile ricchezza “energetica”. L’immagine diventa Pathosformel, conflittuale punto d’“incontro” di ethos e pathos, formula gestuale chiamata a fissare una carica emotiva antica e sempre di nuovo rinascente, sedimentazione dinamica di tempi diversi, molteplici, plurali, struttura visiva la cui esteriorità cela e al contempo scandisce “ritmi”di vita interni all’uomo, alla cultura, alla storia.


26 maggio
Francesco Aliberti: Il pallone aerostatico. Silvestro Di Palma e il suo tempo

Modera: Carmine Mottola. Con la partecipazione di Angela Pappacena
Frutto di una stimolante ricerca sulla produzione napoletana tra Settecento e Ottocento, l’appuntamento con il compositore Silvestro Di Palma intende ricostruire, a partire dalla sua opera giocosa Il pallone aerostatico, il variegato panorama musicale italiano in un’epoca di transizione orientata verso l’assoluto primato della musica per il teatro. Un’occasione non priva di spunti interdisciplinari per riflettere su un momento storico significativo per la nostra civiltà.

30 maggio
Francesco Tozza: Le parole e la musica. La critica musicale (ma non solo) nella stagione del disincanto

Modera: Pina De Luca
Ha senso (e seguito) l’esercizio della critica (musicale e non), oggi? Costituisce ancora la misura di un valore, quello dell’opera cui si rivolge, o è piuttosto il valore sintomatico di chi effettua, o si illude ancora di effettuare, quella misura? Fra arbitrio ermeneutico e assoluto (?) rigore filologico, il vago capriccio di una affascinante forma di scrittura.



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