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Roberto Cordeschi

Un ricordo di Roberto Cordeschi

E' morto ieri a Roma Roberto Cordeschi, sessantasette anni, filosofo della scienza, epistemologo. Agli inizi degli anni 2000 è stato il terzo presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione all'Università di Salerno: gli anni difficili del passaggio dal corso quinquennale  al modulo triennale e specialistico.  Dal 2005 si era trasferito all'Università di Roma La Sapienza. Un uomo dolce e schivo, sempre garbato e gentile,  un intenso pensatore con "i piedi per terra", un appassionato difensore, nell'ambito degli studi universitari, dell'importanza delle filosofie, della logica  e dell'epistemologia, ma anche delle tecnologie informatiche e cognitive.  Ha dato un contributo importantissimo allo sviluppo del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione battendosi per attivare insegnamenti che coniugassero i nuovi media con la linguistica,  la psicologia e l'informatica. Tra i suoi contributi scientifici ricordiamo almeno The Discovery of the Artificial: Behavior, Mind and Machines Before and Beyond Cybernetics, Kluwer Academic Publishers, Dordrecht, 2002, Intelligenza Artificiale. Manuale per le discipline della comunicazione, Carocci, Roma, 2001, (con Somenzi) La filosofia degli automi. Origini dell'Intelligenza Artificiale, Bollati Boringhieri, Torino, 1994, Predictive brains: forethought and the levels of explanation, Frontiers in Psychology: Theoretical and Philosophical Psychology, 2012, 3. Roberto Cordeschi era un amico ed era attaccatissimo all' Università di Salerno e al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, che l'aveva voluto fortemente come professore ordinario. Mi fa piacere ricordarlo nei momenti in cui si aprì per lui la possibilità di ritornare a Roma alla Sapienza, ricoprendo la cattedra lasciata libera da un illustre pensionamento. Roberto era molto combattuto: da una parte la possibilità di smettere con il pendolarismo Roma - Salerno e quindi una migliore vita privata a più stretto contatto con sua moglie Marina, dall'altra il rammarico di andare via dall'Università di Salerno dove aveva fatto tanti investimenti scientifici e culturali nel Corso di Laurea. Ne parlammo per settimane e io gli dicevo che a un certo momento della vita è giusto far prevalere la vita familiare su quella pubblica. L'ultimo giorno utile per presentare la domanda di trasferimento a Roma, gli feci una telefonata. Non aveva ancora fatto niente. Erano le 5 del pomeriggio ed era ancora arrovellato. Gli dissi che si trattava di un gioco di rimpianti possibili, che gli ero vicino e che apprezzavo tantissimo il suo attaccamento, ma... Consegnò la domanda all'ultimo minuto, molto intristito. Negli anni a venire ci vedemmo tante volte e lui sapeva tutto di Salerno, ci seguiva a distanza, con affetto. L'affetto grande che vogliamo esprimere qui alla sua memoria.

Annibale Elia