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    Incontro internazionale di studio "Armi votive in Magna Grecia"

Dal 23 al 25 novembre 2017, l’Università di Salerno con il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale /DISPAC, il Parco Archeologico di Paestum, in collaborazione con il Museo RGZM (Romano-Germanic Central Museum) e la Fondazione Paestum Onlus, organizzano l’Incontro internazionale di studio dal titolo “Armi votive in Magna Grecia”. L'incontro si svolgerà tra il Campus universitario di Salerno e il Museo Archeologico Nazionale di Paestum.

A partire dal 25 novembre, inoltre, sarà inaugurata la Mostra "Le armi di Athena. Il santuario settentrionale di Paestum", visitabile presso il Parco fino al 31 marzo 2018.

Negli ultimi anni le ricerche condotte in Magna Grecia hanno arricchito il dossier di dati sulla presenza e sul significato delle armi difensive e offensive (reali o simboliche) in contesti votivi delle città greche come del mondo indigeno aprendo la discussione sul rapporto tra guerra e culto, ma anche più specificatamente sulla modalità e sulle pratiche rituali legate al mondo delle armi. Il tema è stato in parte già affrontato nel resto del mondo greco e, nello specifico, nella Grecia propria: recenti sono le sintesi su questo argomento in Gabaldón 2005, Baitinger 2011, Frielinghaus 2011 oltre alla mostra e al convegno Waffen für die Götter organizzati ad Innsbruck nel 2013 (Meighörner 2012; Egg, Naso, Rollinger 2016). Per offerte votive di armi intendiamo sia quelle reali sia quelle simboliche, dunque quelle miniaturistiche in metallo e le più rare offerte in terracotta. Relativamente all’Italia Meridionale numerose sono le notizie sulla presenza di armi da contesti votivi della Magna Grecia per le quali esistono alcune rassegne bibliografiche particolarmente utili (Gabaldón 2005, Baitinger 2011, La Torre 2011, Guzzo 2013). Da un’analisi della bibliografia si osserva come il più delle volte vengano descritti ed esaminati nel dettaglio solo gli oggetti più significativi o meglio conservati, mentre gran parte del restante materiale resti inedito o ancora in corso di studio. Mancano studi sistematici così come sono quasi sempre assenti i dati quantitativi, la rappresentazione delle classi di materiali, le tipologie, le caratteristiche della deposizione e della esposizione, le cronologie e più in generale i contesti di rinvenimento. I rinvenimenti effettuati negli ultimi anni in alcuni santuari della Magna Grecia o le ‘scoperte’ nei depositi di alcuni musei (ad es. Poseidonia: cfr. Cipriani, Longo, Marginesu 2006) consentono oggi di avviare uno studio sistematico di queste evidenze così da comprendere modalità e caratteristiche della deposizione ed evitare che considerazioni riferibili a casi specifici si trasformino in luoghi comuni replicati e replicabili.

L’incontro di studio sulle Armi votive in Magna Grecia dall’età arcaica sino alla romanizzazione, quando il fenomeno assume caratteristiche differenti e di fatto scompare, nasce quindi dalla necessità di fare il punto su questo specifico tema di ricerca, senza tralasciare il contesto generale - storico e topografico - in cui il fenomeno si inquadra.

La relazione introduttiva di Holger Baitinger consentirà di avere un quadro generale della situazione in Grecia con particolare attenzione ai grandi santuari panellenici di Delfi e Olimpia dove sono ben note le offerte di armi da parte di città della Magna Grecia; anche il confronto tra offerte di armi nei santuari della Magna Grecia e in Grecia meriterà una discussione ed un commento. Oggetto di una riflessione più dettagliata (quantità, qualità, tipologia, modalità di esposizione, contesti) saranno soprattutto alcuni casi notevoli, più o meno noti (Poseidonia, Caulonia, Locri, Vibo Valentia, Medma, Pompei, Pietrabbondante, Temesa), che dovranno essere contestualizzati entro un quadro fenomenico più ampio che ci auguriamo di poter arricchire notevolmente con questo invito che inoltraimo ai colleghi di presentare nuovi documenti. D’altra parte la necessità di definire una sorta di protocollo condiviso di studio che, partendo dal dato filologico (tipologie e cronologie), consenta di verificare la quantità delle attestazioni e confrontare le pratiche rituali (tipologia e caratteristiche delle deposizioni, modalità di esposizione), può consentire di trovare una possibile chiave per comprendere il significato della dediche delle armi nei differenti contesti; aiutare a valutare le possibili interazioni tra mondo magnogreco e culture italiche; cogliere i significati sociale, pubblico o politico insiti in questo tipo di offerta votiva.

  • Il programma completo dell'incontro è disponibile nella brochure presente di seguito e disponibile per il download.

Per maggiori informazioni:

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