Nazioni in armi. Violenza, istituzioni e società nel Mezzogiorno (1794–2022)
In Ateneo la tre giorni di riflessione storico-critica sulle radici della violenza politica
Edificio D3
Dal 2 al 4 febbraio 2026 si terrà a Salerno - al campus di Fisciano presso la Sala Conferenze Edificio D3 - il Convegno dal titolo "Nazioni in armi. Violenza, istituzioni e società nel Mezzogiorno (1794–2022)", appuntamento conclusivo del progetto PRIN "Nations at Arms. Istituzioni pubbliche, violenza politica e società civile nel Mezzogiorno moderno e contemporaneo", finanziato dall’Unione Europea su fondi PNRR.
Il Convegno rappresenta il momento di sintesi di un ampio percorso di ricerca dedicato allo studio, in una prospettiva di lungo periodo, del ruolo della violenza politica nei processi di costruzione dello Stato, nelle varie forme di governo e nelle relazioni tra istituzioni e società nel Mezzogiorno d’Italia.
Le giornate di studio si concentrano su una prospettiva che parte dall’implosione della sovranità tradizionale del 1799, con la conseguente crisi di legittimità, attraverso le fratture del XIX secolo e giunge ai conflitti dell’età contemporanea. Si studia la politicizzazione delle società segrete, la crisi risorgimentale, le lacerazioni dell’età liberale, il regime fascista e le guerre mondiali, fino al terrorismo, alla criminalità organizzata e alla fine della violenza nell’ultimo Novecento.
Attraverso sessioni tematiche, casi di studio e interventi di sintesi, il Convegno riconnette pratiche, linguaggi e rappresentazioni della violenza ai progetti statuali e alla espansione della cittadinanza nel lungo periodo contemporaneo. In questo scenario, il Mezzogiorno non emerge come periferia o eccezione, ma come un laboratorio politico-istituzionale in cui si sono sperimentati modelli di sovranità, strategie di controllo del territorio, dispositivi di legittimazione del potere. Il progetto ha inoltre indagato la dimensione simbolica e culturale della violenza, osservando come essa abbia alimentato memorie civili e progetti politici contrapposti, definendo l’identità del Mezzogiorno contemporaneo.
La tre giorni, che in un’ottica fortemente interdisciplinare riunisce oltre cinquanta studiosi e studiose di storia moderna e contemporanea, storia politica e sociale, storia del diritto e public history, si configura come un’occasione di confronto e di dialogo con la storiografia internazionale.
Al progetto partecipano cinque Unità di Ricerca afferenti alle Università di Salerno, Napoli “Federico II”, Palermo, Salento e Molise, coordinate dal prof. Carmine Pinto (UNISA), in qualità di Principal Investigator. Gli spunti e i risultati che emergeranno dal dialogo confluiranno in una pubblicazione scientifica contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione dei risultati della ricerca stessa.
Il Convegno è aperto non solo alla comunità accademica e universitaria, ma anche a scuole, operatori culturali, associazioni e a tutti coloro che sono interessati a una riflessione storico-critica sulle radici della violenza politica e sulle trasformazioni del concetto di cittadinanza nel Mezzogiorno contemporaneo.
- Per ulteriori informazioni contattare la segreteria organizzativa: Anna Claudia Lucarella alucarella@unisa.it ; Andrea Marino andmarino@unisa.it


