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  • GUERRA A MEZZOGIORNO. Pratiche operative e logiche politiche nella lotta a banditismo e brigantaggio

    Evento on-line

Il 26 ottobre 2020, dalle ore 14.30, sulla piattaforma Zoom Meeting si terrà il Seminario dal titolo "GUERRA A MEZZOGIORNO. Pratiche operative e logiche politiche nella lotta a banditismo e brigantaggio".

Il seminario analizza le forme del contenimento e della repressione del banditismo e del brigantaggio nel Mezzogiorno ottocentesco, lungo un arco cronologico che, prendendo avvio con l’arrivo della Rivoluzione nella Penisola, fu caratterizzato da una marcata politicizzazione del fenomeno. Banditi, briganti e forze di sicurezza furono protagonisti del conflitto che oppose le monarchie di Antico regime al patriottismo liberale e al nazionalismo, contribuendo a forgiare le nuove istituzioni statali e ad alimentare la riflessione sulla moderna guerra popolare. Si metterà a fuoco il ruolo delle forze di sicurezza nella guerra contro il brigantaggio, dedicando particolare attenzione alla pluralità di attori che vi furono impiegati: eserciti regolari e corpi volontari, forze paramilitari e forze di polizia. Si intende in tal modo comprendere i processi di formazione e di organizzazione di tali forze, le interazioni, le caratteristiche dei comandi, i rapporti con le istituzioni e con la società, le pratiche operative, il vissuto e l’immaginario dei combattenti.

Dopo avere indagato le logiche della repressione militare e poliziesca del brigantaggio nei decenni della riorganizzazione napoleonica della Penisola e della Restaurazione, ci si soffermerà sul primo decennio unitario, durante il quale la guerra contro la ribellione borbonica nel Mezzogiorno ebbe un impatto profondo sulla formazione delle strutture poliziesche e militari del nuovo Stato, orientandone l’articolazione, le logiche operative, i rapporti con le autorità civili, con la popolazione e con gli esponenti del dissenso politico. La guerra suscitò, inoltre, un prolungamento della mobilitazione risorgimentale, che trovò espressione nell’Esercito garibaldino, poi nei corpi paramilitari e nella Guardia nazionale. Questa rappresentò un potente fattore di integrazione dei ceti medi locali nei nuovi equilibri istituzionali.

L’analisi dell’azione dei corpi armati regolari e irregolari sarà completata dallo studio del funzionamento della giustizia militare, cui venne affidato il compito di chiudere i conti con la ribellione borbonica facendo tesoro delle esperienze preunitarie per condurre la repressione nel quadro dell’applicazione di categorie giuridiche.

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